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In Memoria di Carlo - Calissi Giuseppe

In Memoria di Carlo

Ciao a tutti

Carlo Sala ci ha lasciato ieri mattina, dopo non lunga malattia ma con molta sofferenza, nonostante ciò la sua grinta e voglia di vivere la ha manifestata anche gli ultimi giorni.

Inutile  dirlo che è una grande perdita per la PAM Italiana e non solo, ciò che ha fatto in 40 anni di pam non ha eguali, anche chi forsanche  è  o è stato piu famoso non è riuscito ad eguagliare il Suo dare del tutto e sempre volontariamente e senza chiedere mai nulla, disinteressatamente, ma solo mosso da quella sana passione e sacro furore per la tecnica che ci ha accomunati per una vita.

Ognuno di noi che lo ha frequentato anche poco, ha i suoi ricordi, le sue piccole o grandi esperienze condivise con lui, dovremo farne tesoro e riporle, per riprenderle spesso in futuro, in un cassetto dell'anima, affinche ciò resti indelebilmente scolpito.

Non sottolineo ciò che ha rappresentato anche in sedi ufficiali Carlo, come Presidente UnPEm, Direttore della SNL per decenni, posto che a mio avviso gli è spettato di diritto dopo la defezione del grande Mario Riccardi, dal quale ha affinato ciò che era già in Lui innato, doti tecniche sia come pam, che gli permettevano di risolvere situazioni che per altri sarebbero state impossibili, sia come lanciatore ed insegnante di tecnica di lancio, ove non  ha avuto rivali, ma soltanto amici che condividevano con lui questa grande passione.

Per lui le situazioni complicate erano subito risolete per tutti noi ci dobbimo fermare a pensare “ che cosa farebbe Carlo ?” la differenza è lampante, le soluzioni per lui  erano innate, istintive, sempre perfette.

Mai banale, sempre molto alla mano, sempre voglioso di uscire o in fiume o in lago o in mare, anche lui animato dal sacro furore della pam, molto attento all’evolversi delle tecniche, dei materiali per canne e mulinelli e dei criteri costruttivi di artificiali, a partire dalle mosche da temolo che realizzava con estrema efficacia, per giungere sino alle mosche da mare per i pelagici compresi i tonni, per non parlare del lancio tecnico che amava a dismisura partendo dalla canna ad una mano a sino, alla un po più recente, canna a due mani, al quale sviluppo, conoscenza, e divulgazione ed insegnamento ha dedicato buona parte della Sua esistenza.

Quando lo conobbi sull’Adda a temoli, dove pescava con una nebbia fitta fitta sul biribiri riuscendo a vedere la mosca e soprattutto ad allamare alcuni pinna blu, rimasi letteralmente affascinato dalla sua classe e bravura e da allora ho condiviso dal 1982, con Lui migliaia di giornate di pesca in tutto il mondo, e posso dire che nonostante entrambi avessimo un bel caratterino,  le dispute si sono sempre mantenute su binari di correttezza e di grande rispetto e il trovare soluzioni alle problematiche che incontravamo nell’affrontare nuove esperienze, ci vedeva sempre più vicini ed uniti.

Infatti la voglia di provare situazioni nuove lo ha portato a sperimentare pesche che allora erano sconosciute, come la pesca alla cheppia, di conseguenza all’agone all’aspio, ecc pesci diciamo alternativi per giungere ai siluri del Po, pesci che oggi vanno per la maggiore, ma che all’epoca nessuno conosceva come pesci pescabili a mosca.

Oggi si direbbe pescatore a 360 gradi.

Dal 2001 anno di fondazione di MFA è entrato subito a farne parte con grande entusiasmo e dando un notevole impulso al suo sviluppo e alla divulgazione della pam salata.

Noi del Fishing Club, come del resto tutti i Club della Bergamasca siamo stati dei privilegiati perché abbiamo sempre potuto attingere alla sua esperienza e tutte le volte che c’era da organizzare qualche gara di costruzione piuttosto che di lancio piuttosto che una cena, Lui rispondeva sempre si. Lui era cosi, generoso, fin troppo, dava tanto, le sue conoscenze ed esperienze nelle varie pesche acquisite, posso  dire,  per certi versi anche assieme,   le condivideva con molti ed ancor oggi io non ho capito da dove traesse tutta quell’energia che lo faceva pescare dall’alba al tramonto essendo sempre l’ultimo a venir via dal fiume ovunque si fosse.

Tutti quelli che incontrava ne traevano beneficio e Lui penso fosse soddisfatto di ciò. I consigli dati a chiunque li chiedesse  in ogni momento anche non richiesti  erano sempre corretti e mirati alla soluzione del problema, che si trattasse di posa della mosca, di lancio o altro attinente alla pam e comunque dati sempre con umiltà senza far calare dall’alto ogni indicazione data.

Qunti ricordi personali conservo, viaggi in giro per il mondo, in Italia, sui nostri fiumi, per esempio la storia della pesca alla cheppia,  nata per caso e sviluppata assieme con decine di uscite annue, per capire e quindi sintetizzare le nostre esperienze in un connubio sinergico, che ci ha permesso di definire correttamente la tecnica di pesca attuale, per poi giungere alla pesca all’agone mai pescato a mosca da nessuno al mondo prima e via dicendo molto molto molto altro.

Caro Carlo rimarrai per sempre qui con noi., hai dato tanto a tutti noi  e noi con il ricordarti Ti onoreremo cosi.

Ciao

Per l’Unpem Bergamasca

Calissi Giuseppe


 
 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 27 Gennaio 2016 21:02 )



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