Ricorso contro l’impianto idroelettrico nel SIC della Valsessera

 

comitato-tutela-fiumiIl Comitato Tutela Fiumi, con il determinante contributo di Legambiente Nazionale Onlus, Legambiente Circolo Biellese “Tavo Burat” e l’ass. Thymallus Aurora (soggetti giuridici sottoscrittori),  ha presentato un ricorso amministrativo al Tribunale Superiore delle Acque (TSAP) per chiedere l’annullamento della autorizzazione che consente alla ditta E. Zegna di costruire l’ennesimo impianto idroelettrico nel SIC della Valsessera, sul torrente DOLCA

Nella foto qui sotto si può apprezzare un bello scorcio del torrente Dolca, un affluente del torrente Sessera che interamente scorre all’interno del Sito di Interesse Comunitario Valsessera, nel Biellese. E’ uno dei pochi torrenti alpini allo stato naturale, scarse sono le pressioni antropiche, qualche alpeggio a monte e solo il suo tratto terminale è stato invasato con la costruzione della Diga di Miste, negli anni ’60. L’indice dello stato ecologico è “ELEVATO” e, secondo le indicazioni della Direttiva Europea sulle ACQUE, nei Corpi Idrici con queste caratteristiche sono ammessi solo interventi che non alterino lo stato ecologico esistente.torrente-dolca
Purtroppo la Provincia di Biella ha accolto l’istanza presentata dalla ditta E. Zegna per la realizzazione di un impianto idroelettrico su questo incontaminato torrente. Impianto che, se realizzato, si aggiungerà ai due recentemente costruiti  dalla stessa ditta sull’alto corso del Sessera ed all’invaso esistente, su cui grava – già approvato – un progetto di ampliamento che darà luogo ad una ulteriore sommersione del Dolca e del Sessera.

A nostro avviso la realizzazione di tale impianto, valutata anche alla luce della recente Direttiva 8 dell’AdBPo e delle Linee Guida sulle Derivazioni Idroelettriche della Regione Piemonte, comprometterà il mantenimento dell’attuale stato ecologico fluviale ed inciderà gravemente sugli habitat  (23.000 mq di aree boscate interferite dall’opera) e specie protette, tra cui le specie ittiche Salmo truttas (la trota marmorata) e Cottus gobio (più conosciuto con il nome di scazzone).

Il Comitato Tutela Fiumi di Biella, che da anni si sforza per limitare i danni correlati alla incentivazione indiscriminata dell’idroelettrico in un contesto gravato dal mancato raggiungimento degli obiettivi di qualità fluviale (il 50 % dei corpi idrici piemontesi non raggiunge gli obiettivi), ha deciso di presentare un ricorso amministrativo chiedendo di annullare tale autorizzazione. Ritiene infatti contraria a qualsiasi ratio ambientale la scelta di autorizzare nello stesso SIC l’esercizio di ben tre impianti ad acqua fluente ed un impianto a bacino, praticamente sfruttando tutto il reticolo fluviale esistente (rimane ancora, semi indenne, un tratto sul torrente Sessera, tra la località “Piana del ponte” e l’invaso esistente, ma anche per questo tratto è in corso l’esame di un’altra istanza di derivazione, sempre avanzata dalla ditta E. Zegna).
Occorre anche valutare che l’impianto proposto è stato cassato nel 2014 in sede di CDS (Conferenza dei Servizi) poiché NEGATIVA è stata la Valutazione di Incidenza. Nel 2015 sono state però modificate le norme del Piano Paesaggistico Regionale (PPR) e del Piano Forestale Aziendale (PFA) che impedivano l’autorizzazione di tale impianto. Un vero e proprio “colpo di mano” politico amministrativo che ha chiarito che la tutela del SIC è in subordine agli interessi economici-industriali. E l’autorizzazione rilasciata, nonostante un DMV calcolato con un elevato coefficiente ambientale pari a 3,3, prevede, previo monitoraggio post operam, la possibilità di  ridurre questo DMV: un escamotage volto a tutelare gli interessi economici dell’investitore, non certo la conservazione degli habitat e specie.

Infine, sotto il profilo procedurale, il Comitato Tutela Fiumi evidenzierà il grave difetto di considerare variante non sostanziale la versione progettuale presentata nel 2016, in cui è previsto un aumento della portata massima e media di derivazione, ovvero di non aver proceduto alla fase di evidenza pubblica prevista per ogni novazione progettuale. E tale aumento nella portata massima è in contrasto alle cautele indicate dalla Direttiva 8 che dalle Linee guida regionali ove si prevede, per i SIC,  una portata derivata non superiore al 30% della portata in alveo.

Chi sostiene il ricorso?

Il Comitato Tutela Fiumi di Biella è un coordinamento a cui fanno riferimento diverse associazioni ambientaliste e di pescatori, privo però di personalità giuridica . Il ricorso sarà pertanto sottoscritto da queste associazioni capofila:

  • Legambiente Circolo di Biella “Tavo Burat”
  • Thymallus Aurora
  • Legambiente Nazionale ONLUS

Le capacità economiche del Comitato Tutela Fiumi sono purtroppo esigue, per non dire nulle; e per sostenere le spese del ricorso abbiamo bisogno del contributo di tutti coloro che ritengono doveroso conservare la naturalità del torrente Dolca, uno degli ultimi corsi d’acqua ancora indenne da pressioni antropiche nel Biellese, in Piemonte e nell’intero arco alpino.

Alcuni di noi, individualmente, si sono impegnati a versare per le annualità 2016-2017-2018 un piccolo contributo, ma questo autofinanziamento non è sufficiente a coprire i costi complessivi.

Chiediamo dunque il sostegno a tutti coloro che ritengono la conservazione della naturalità dei torrenti alpini, delle aree protette e dei SIC il prevalente pubblico interesse da perseguire.

 Le contribuzioni possono essere disposte, tramite bonifico bancario con la causale  RICORSO DOLCA- CONTRIBUTO , al conto corrente intestato a :

Legambiente – Circolo Biellese Tavo Burat  presso BIVERBANCA (Cassa di risparmio di Bella e Vercelli Via Gramsci 16 13900 Biella – Gruppo Cassa di risparmio di Asti)


Codice IBAN
: IT55 E060 9022 3000 0000 1001 190

Certi dell’attenzione, cordialità.

Cerreto Castello, 8 ottobre 2016

Comitato Tutela Fiumi

Thymallus Aurora

Legambiente Circolo di Biella “Tavo Burat”

ARCI PESCA FISA – Biella

Pro Natura Biellese

WWF Biellese

APR Alleanza Pesca Ricreativa